Molto tempo fa,
moltissimo tempo fa,
mi domandai cosa stavo cercando.
Me lo chiedevo attraverso un inventato,
azzurro, rosa,
inesistente, bianco passerotto
che mi sfuggiva,
scappava da me,
schivo,
perfetto.




"Da sempre, l’uomo si è circondato di cose belle, sia naturali che elaborate, fabbricate, create da lui stesso.
Forse accade oggi, nell’attualità come in nessun altro momento, in nessun periodo storico, laddove l’oggetto bello primordiale, essenziale perché l’uomo esista. Il disegno è diventato padrone e signore del quotidiano. Tuttavia in generale questi oggetti sono muti, non palpitano, sono pura e semplice estetica. Qualcosa di diverso accade quando ci troviamo di fronte ad un oggetto d’arte. Preferisco dire “oggetto-arte”. Questo oggetto – arte, quando è tale rende possibile e favorisce il dialogo tra colui che osserva, che deve ammirare, e questo pezzo, opera di un altro uomo, che è espresso tutto il suo essere, il suo sangue e la sua vita il esso, perché probabilmente, è stato dotato di qualcosa di magico, “trasmettitore” di cose. Qualunque sia il mezzo utilizzato, il disegno, la pittura o la scultura. Ma per noi, per me, la parte “contendente”, è la scultura il mezzo totale.

Questo oggetto-arte, ha infatti in più il volume, un corpo tangibile, esige uno spazio, lo spazio.Il dialogo che si stabilisce, se avviene il miracolo, slega correnti straordinarie, emozioni profonde tra “colui che osserva” e “quello” che è, che vive, che esige."

Lettera di Rocco Incardona

Rocco Incardona
Scopri la vita dell'artista e scultore italo-spagnolo

Naque a Catania ( Sicilia ) , si formò a Buenos Aires, insieme gli scultori Antonio Pujía, Armando Bucci, Antonio Devoto e Leo Vinci.Premiato con una borsa di studio dal Fondo Nacional de las Artes per studiare a Roma, fissò la sua residenza in Spagna un anno più tardi, stabilendo il suo studio a Barcellona, dove cominciò, secondo quanto riferiscono le stesse parole del critico d’arte Daniel Giralt Miracle, “una serie di sculture murali che raffigurano opere astratto-costruttive di proporzioni gigantesche, ottenute mediante un processo pittorico di ricerca minuziosa, a partire da alcuni disegni che mostrano qualcosa di segreto e misterioso, di tormentato e fetale”. “Tra Ragione e Passione, - definisce José Manuel Blecua - il conflitto visto come ricerca intellettuale di soluzioni per apparenti problemi estetici, che celano profondi problemi esistenziali, ricerca ossessiva che si riflette nell’opera di Rocco Incardona. Realtà apparenti nascondono realtà secondarie che suggeriscono a loro volta nuovi spazi intellettuali ed estetici.È lodevole – continua J. M. Blecua – la fedeltà con la quale Rocco riflette il conflitto costante tra la presenza della disillusione e le proposte di nuove illusioni occultate dalle loro caratteristiche di etica formale”.

Ricevette tra gli altri riconoscimenti:

- Menzione d’Onore VI Salón de la Plata;
- XX Salón Escultores Argentinos (San Martìn);
- Grand Prix VI Salón Int. U.A.F.E Nizza;
- Medaglia d’Oro XXIV Salon Int. Beziers;
- (Accesit) 2° Bienal d’Art Barça;
- X Bienal Int. Dep. Bellas Artes Barcelona.

Per quaranta anni la sua opera fu esposta in Argentina, Austria, Egitto, Spagna, Stati Uniti, Francia e Italia. Le sue opere furono premiate in occasione di Biennali e Saloni d’Arte. Sono esposte in musei e collezioni private d’Europa e d’America.Dal 1999 si trasferì a Madrid dove continuò a lavorare fino a luglio del 2007 dove morì a causa di un aneurisma cerebrale.Oltre alle sue opere plastiche, scrisse anche poesia. I suoi poemi furono raccolti da F. J. Dìaz Alejo e pubblicati con il titolo “La luna congelata” (Fondazione Oeste – Buenos Aires 2008).

LE OPERE

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In questa sezione troverete le opere di Rocco Incardona illustrate e descritte nell’opera “Testimonianze di Rocco Incardona”.

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